Viaggi di Elena

È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria. (Voltaire)

Argentina terra del fuoco

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Nel 2008 sono stata in Argentina.
Dal 21/12 al 6/01 ho visitato questa meravigliosa terra selvaggia.
Le stagioni sono invertite quindi qui abbiamo festeggiato il Natale in maniche corte, che emozione!

Itinerario:
Buenos Aires alla scoperta della città, Ushuaia la città più al sud del mondo, El Calafate ed il Perito Moreno il ghiacciaio più spettacolare, e la pinguinera.

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Questo è il pavimento di Plaza de Mayo a Buenos Aires, vicino alla Casa Rosada.
Quei disegni a terra sono il simbolo delle madri dei desaparecidos, appunto le madri di Plaza de Mayo (un’associazione)
Queste coraggiose donne, mamme, si riuniscono ogni giovedì pomeriggio e percorrono in senso circolare la piazza per una mezz’ora

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La Casa Rosada, il monumento nazionale.
Fu sotto la presidenza di Domingo Faustino Sarmiento che l’edificio venne dipinto di rosa, colore che ha conservato fino ai giorni nostri, anche se con qualche variazione di tonalità, rosa pallido, scuro e salmone; l’attuale.

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Edifici colorati, siamo nel quartiere La Boca, patria di Diego Armando Maradona.
Mantenersi nel Caminito, più turistico, altrimenti vi ruberanno anche le mutande!
Potrete inoltre  vedere spettacoli di Tango, tipici di questo paese.

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Delta del Tigre, raggiungibile in treno in 20 minuti.
Per chi desidera addentrarsi nei canali, consiglio di prendere una lancia privata, è vero si spende leggermente di più ma ne vale la pena.

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Ci sono diverse tipologie di case, in alcuni canali ci sono case come questa in foto, quasi delle baracche.
Altre invece sono belle casette colorate e ben curate con meravigliosi giardini all’inglese e prati pieni di fiori.
Buenos Aires è chiassosa e qui se ne scopre un lato diverso, più calmo, più vacanziero.
Una gita di un giorno davvero bella e rilassante.

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Ushuaia
25 Dicembre, partiamo in maniche corte ed accaldati da Buenos Aires e ci imbarchiamo, su un aereo da 30 posti, verso Ushuaia la città più australe del mondo.
Questo lo spettacolo che ci attende!
Che cielo che emozione…che freddo.
Devo però fare un pre…il volo.
Sono terrorizzata dagli aerei lo ammetto, ma questo non mi ha mai impedito di viaggiare.
Il volo è stato turbolento, quando poi ti avvicini all’arrivo e sei così in basso, vedi la pista in mezzo al mare, da un lato le onde altissime e dall’altro le Ande e ti sembra di sfiorarle con le ali.
Passeggiamo per questo paesino, per queste vie in salita e discesa alla scoperta di locali tipici ed altro.
La prima gita è stata il Canale di Beagle, per poi passare nello stretto di Magellano e vedere Pinguini, Leoni Marini ed il faro più a sud del mondo.
Vi consiglio, per questa navigazione, di munirvi di travelgum o altri medicinali contro il mal di mare, perchè credetemi vi serviranno.
In mezzo all’oceano si cavalcano le onde che ti portano in mare aperto, infatti per me il viaggio di andata è stato poco fastidioso, per poi arrivare ad una spiaggia piena di pinguini ed a scogli pieni di buffissimi e puzzolentissimi leoni di mare.
I pinguini sono curiosi, si avvicinano all’aliscafo, corrono tra di loro e ci circondano.
Si rimane li ad osservarli una mezz’ora circa e poi si ritorna verso il porto di Ushuaia.
Il personale di bordo è ben preparato, mentre l’aliscafo indietreggia lentamente, questi iniziano a distribuire
sacchetti per il…mal di mare.

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Seconda Gita: Tierra del Fuego National Park
Trenino grazioso, accogliente e caldo.
Panorama mozzafiato, tra montagne, vette innevate, prati verdi e corsi d’acqua.
Qui si ripercorre il percorso degli ospiti del carcere.

Lungo queste strade perse nella natura selvaggia, ci siamo imbattuti in questo albero, per me bellissimo.
Estancia Harberton, nella storia rurale della Patagonia.
Sono affascinata da questa città anche perchè custodisce in una piramide di cemento armato la Capsula del Tempo, riempita nel 1992 per le future generazioni.
Verrà aperta nel 2492, sperando che le meraviglie naturali ci siano ancora allora.

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El Calafate, visita al ghiacciaio Perito Moreno.
Preparatevi all’atterraggio a El Calafate dove il vento soffia quasi ogni giorno a 90 km/h, discesa ballerina ma il bello viene quando si scende.
Vi racconto la mia esperienza buffa:
discesa ballerina tra scossoni e vuoti d’aria.
Un 10+ va alle Hostess che sentendomi piangere sono venute a rassicurarmi.
Una volta atterrati ed arrivati al posteggio, ci alziamo tutti quanti pronti per scendere.
Passano i minuti e non aprono le porte, quando poi notiamo che il personale di terra sta incontrando non pochi problemi a portare la scaletta dal nostro aereo.
Contai una decina di uomini ma niente, ad ogni folata di vento la scaletta se ne andava!!!
Dopo 25 minuti, non si sa come, ce la fecero.
Ma non finisce qui.
Il vento era così forte che il personale di terrà creò una catena umana e ci trascinavano fuori uno ad uno, incredibile!
La visita al ghiacciaio ha richiesto due giorni, volevamo vederlo molto bene.
Giorno 1 visita a piedi, arriviamo in pullman e da lontano si iniziò a vedere una distesa bianca che poco a poco diventava sempre più vasta.

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E poi te lo ritrovi li, davanti al naso.
Non trovo parole, aggettivi per descrivere questo spettacolo meraviglioso che si estendeva all’orizzonte a perdita d’occhio.
C’è un percorso che ti porta fino a livello dell’acqua e poi ti riporta sul ghiacciaio.
Vi presento il Perito Moreno, alto circa 60 metri, il fronte è di più di 5 km ed avanza 2 metri al giorno.
Percorrendo le passerelle si può osservare da vicino questo gigante, ed assistere ad uno spettacolo incredibile, blocchi di ghiaccio che si staccano, cadono in acqua e creano grandi onde nel lago Argentino.
Oltre la visita a piedi consiglio la navigazione sul Lago Argentino, che permette di osservare il ghiacciaio da diverse angolazioni.
Qui niente mal di mare, acqua piatta.

Si passa vicino ad icebearg staccatisi dalle pareti del ghiacciaio ed hanno colori bellissimi, intensi, alcuni sembrano levigati altri sembrano diamanti.
Coprirsi bene l’aria è ovviamente gelida.
Punta Tombo La Pinguinera
Siamo nella penisola di Valdez per vedere la più grande colonia della Patagonia di pinguini, parliamo di 1 milione di esemplari.
Ci sono stata a gennaio ed i piccoli erano nati a dicembre, avevano il pelo ruffo da far venir voglia di accarezzarli.
Ma attenzione!
I pinguini sono carini e coccolosi, ma mordono e se lo fanno fa male!
Ci sono anche i cartelli che dicono di “cedere il passo al pinguino”, hanno la precedenza e mi sembra giusto!

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5 gennaio ore 23, siamo tutti in aeroporto pronti per tornare a casa.
Stiamo salendo sul volo Iberia che ci riporterà a Madrid e poi da li a Bologna.

Che voglia si può avere di tornare a casa dopo che si sono visti posti così belli?
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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 11 novembre 2014 da in Viaggi Sud America.
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